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Santo Natale 2005

Carissimi amici e benefattori,

La celebrazione del Natale 2005 ci offre l’opportunità di passare un momento insieme per scambiarci le notizie e rafforzare l’amicizia e la collaborazione che ci uniscono. Con alcuni di voi ho avuto la possibilità di passare alcune ore quando, alla fine di settembre venni in Italia per una breve visita di lavoro.
La mia salute è ottima, dopo il difficile periodo del 2004 e spero che anche per voi sia lo stesso. Che il Signore ci benedica con il dono della salute e con la forza di sopportare i momenti difficili quando vengono. Il Natale è anche un momento speciale attraverso il quale tocchiamo quasi con mano la presenza del Signore in mezzo a noi, presenza che rafforza la nostra speranza e la nostra serenità. Qualsiasi possa essere la nostra situazione, il Signore è al nostro fianco! Possiamo essere sicuri che ci comunica un’energia interiore che ci permette di camminare anche quando la strada è in salita e l’andare si fa lento e più faticoso.

Kenya: il cammino verso la nuova Costituzione continua

Sono sei anni che stiamo lavorando alla nuova Costituzione perché la gente ha veramente desiderio di qualcosa di diverso. Quella attuale risente molto dello stile coloniale, con uno stile di governo molto autoritario, dove i diritti di alcune categorie come lavoratori, donne, disabili, carcerati sono totalmente disattesi. Era perciò necessario incamminarsi verso una riformulazione di una nuova carta nazionale, più coinvolgente e più rappresentativa.
Dal 1999 ad oggi, sotto la guida di Yash Pal Ghai e Patrick Lumumba, grandi esperti in diritto internazionale, è stato fatto un capillare lavoro di coinvolgimento popolare, con il contributo di tutte le categorie sociali: professionisti e lavoratori, studenti e donne; le Chiese, i disabili, come pure i carcerati, i rappresentanti dei vari gruppi etnici e delle varie religioni.
Nel 2002 il nuovo testo era pronto. Poi fu dato al Parlamento che lo trasformò in uno strumento di lotta di potere tra il governo dell’attuale presidente e l’opposizione.
Attraverso il referendum del 21 novembre scorso, il popolo ha respinto il testo manipolato dai politici. Una buona batosta per tutti loro. Ora speriamo che si torni al testo del 2002, come indicato dal voto. Il referendum è stato un ottimo esercizio di democrazia; la votazione si è infatti svolta pacificamente; i risultati sono stati pubblicati in una giornata. Il governo ha ammesso la sconfitta; i vincitori hanno festeggiato ma senza esagerare ed umiliare il Presidente in carica.

Educazione alla Pace e alla Collaborazione

Questa è una nuova iniziativa decollata in Settembre 2005 con lo scopo di promuovere la pace fra i vari gruppi, particolarmente tra i Turkana, Pokot, Marakwet e Samburu, che stanno vivendo in tensione per le terre da pascolo, l’acqua e il controllo del territorio. L’aumentata circolazione delle armi automatiche rende questi conflitti sempre più devastanti. Le tradizioni africane esaltano molto la pace e la riconciliazione, ma tanti giovani hanno perso il contatto con le loro radici e sono esposti a crescente violenza e alle molteplici sfide della vita moderna, tra le quali la disoccupazione ha un peso non irrilevante.
La nostra iniziativa coinvolge per ora 20 persone: cinque per ognuna dei quattro gruppi e prevede un’azione capillare tra la gioventù delle scuole, delle parrocchie e dei villaggi. Gli anziani, tradizionalmente mediatori e riconciliatori, vi hanno un posto di tutto rispetto. La coordinazione è affidata a due persone di SOMIRENEC – il Centro di coordinazione e monitoraggio dei progetti.
Il primo, il signor Mark Leleruk, è un carabiniere Ispettore, che ha conseguito la laurea breve nel nostro Istituto di Apostolato Sociale ed è specializzato nell’educazione alla pace, mentre il secondo, signor Peter Mbuchi Methu, è il coordinatore del Centro stesso e con la sua preparazione ottenuta con un master in Germania dà un ottimo contributo all’accompagnamento dei vari progetti che fanno capo a SOMIRENEC.
Si lavorerà in stretto contatto con lo Stato del Kenya, che provvederà il 60% del costo, come pure con le 5 diocesi presenti nel territorio ed alcune organizzazioni non governative. Il costo per noi è di circa centomila euro all’anno per i prossimi tre anni. Inutile dirvi che contiamo molto sulla Provvidenza e sulla vostra solidarietà.

Collaborazione con le Acli: promozione degli operai nelle baraccopoli di Nairobi

L’altra nuova iniziativa è quella relativa all’organizzazione dei lavoratori nelle baraccopoli di Nairobi in collaborazione con le ACLI, che hanno un’esperienza in questo campo da oltre 60 anni, sia in Italia che in altri Paesi europei. La condizione dei nostri operai in Kenya è veramente miserevole, quasi nessuno lavora a contratto, bensì a giornata, con un salario di un euro e venti (1,20), senza assicurazione in caso di incidenti, che sono frequenti.
Quattro amici ACLI (due donne: Sara e Maria Teresa e due uomini: Luca e Andrea) sono arrivati il 23 di novembre ed ora si stanno ambientando. Allo stesso tempo si stanno organizzando per creare una rete di contatti con gli operai e le loro famiglie, in vista di una programmazione da definirsi insieme agli operai stessi. Sono sicuro che questa iniziativa resterà scritta a caratteri d’oro nella storia del movimento operaio del Kenya e dell’Africa.
Congratulazioni al Circolo ACLI di Pitigliano (San Giustino, Perugia) i primi promotori dell’idea!

ZUMA: accompagnamento bambini poveri e orfani

Gli altri progetti – non sono pochi! – procedono; i problemi non mancano; ma la gente è motivata, ha speranza e la vita migliora soprattutto se l’accogliamo con fiducia e con l’entusiasmo creativo di protagonisti nella costruzione del Regno, co-creatori/co-creatrici con Dio di una umanità più solidale e più fraterna, dove tutti hanno la possibilità di vivere con dignità la propria esistenza, contribuendo personalmente alla trasformazione della società e alla promozione della cura e del rispetto verso il creato.
Grazie di cuore a tutti voi, carissimi amici e benefattori per il sostegno continuo della vostra solidarietà.
Permettetemi un accenno particolare al progetto ZUMA per bambini poveri e orfani.
La parola viene dal swahili: zuia mtoto asipotee (impedisci che il bambino perisca) ed è stata scelta da alcune mamme impegnate nell’accompagnamento di questi bambini, in particolare dalla signora Mary Kasiva e signora Lucy Waigua.
Seguiamo circa 200 bambini in varie parti del Kenya: dalle baraccopoli di Nairobi, alla zona della coltivazione di caffè di Kiambu/Ting’ang’a, alla regione dei nomadi Samburu, Borana e Gabbra nel nord del Kenya. Come già sapete, nelle braccopoli la mortalità dei genitori è dovuta principalmente alla piaga dell’AIDS, mentre tra i nomadi, oltre all’AIDS è conseguenza della violenza fra i vari gruppi. In queste settimane stiamo preparando un DVD proprio sui bambini, e che vi manderemo appena ci sarà possibile.

Carissimi/e, mi fermo qui assicurandovi il mio ricordo in preghiera. A voi, alle vostre famiglie, e a tutte le persone che fanno parte della vostra vita rinnovo i miei auguri di ogni bene, uniti a quelli della mia comunità e di tutto il personale dei progetti e degli uffici.
A tutti un fraterno abbraccio con l’augurio di Felice Natale e di un 2006 sereno e fecondo di opere buone.

Vostro,
P. Francesco Pierli
Missionario Comboniano


 

Stanno crescendo in varie parti del continente con il coinvolgimento, l’impegno e l’entusiasmo di popoli interi.
La vostra solidarietą č stata e rimane fondamentale.

GRAZIE!

 
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